«Prima mi amavate, mi chiamavate con affetto “il nostro meraviglioso pugnetto di carne” ed ora che i medici vi hanno informato che nascerò con un’anomalia io sono improvvisamente diventato “quel pugnetto di carne che ci sta creando tanti problemi”.
Spiegatemi perché non capisco una cosa: io che colpa ne ho? Ho forse chiesto io di avere un problema? Credete che per me sia facile accettare di nascere diverso da tutti gli altri? Pensate mai che io vi sento e vi capisco mentre parlate? Ero così felice quando sono entrato a far parte della vostra famiglia: mi sentivo amato e coccolato. Ti ricordi mamma quante volte ti accarezzavi la pancia sussurrando che ero il tuo tesoro? Non lo sono più ora? E tu papà ti ricordi di quando tornavi a casa dal lavoro e venivi subito a salutarmi appoggiando la tua guancia sul ventre della mamma dicendomi di crescere presto perché volevi giocare a pallone con me? Non vuoi più giocare a pallone ora? Avete pregato i medici di farmi morire, li avete supplicati di uccidermi, ma quando vi hanno informato che al sesto mese la gravidanza non si poteva più interrompere vi siete alterati, avete imprecato, avete urlato che avrebbero dovuto provare loro a gestire uno come me. Uno come me, capite? A quel punto non ero più nemmeno degno di essere chiamato “quel pugnetto di carne” ora ero diventato “uno come me”.
Cari genitori io, ripeto io, sono un essere umano che è stato voluto e concepito da voi.
Mi sono installato nella casetta temporanea che avete preparato per me gioiosamente, ascoltavo i rumori ovattati che filtravano attraverso il ventre della mamma, guardavo le luci con interesse, ascoltavo i suoni emessi dal televisore e la musica, soprattutto la ninna nanna che mi cantava la nonna. Ricordi nonna quando me la cantavi, ogni volta era diversa, era solo per me ed ora non canti più, la tua non è più una voce melodiosa ma è una voce cattiva che continua a ripetere: dovete sopprimerlo tanto non è ancora un essere umano, qualsiasi cosa dicano i medici non è un omicidio. Siete andati dal prete e gli avete chiesto un consiglio e quando lui vi ha detto di accettare la volontà di Dio ve ne siete andati sbattendo la porta: sono certo che avreste voluto picchiarlo.
Ora siete seduti in cucina a parlare di me senza chiedervi che cosa ne penso io, ve lo siete mai chiesto? Avete mai considerato che cosa io vorrei? Vorrei vivere o morire? No, la cosa non vi interessa perché io posso portarvi solo problemi, guai e spese. Vi costerei troppo, hai detto e ridetto papà e poi a chi potremo lasciarlo se avessimo un impegno? Mi sono sentito un mostro: non voluto, non desiderato, non amato.
State sperando che io muoia presto così vi toglierei l’incomoda decisione di trovare qualcuno disposto ad uccidermi, anche se questa decisione voi la prendereste a cuor leggero, senza pensare a me neppure per un istante. Io invece voglio vivere, voglio tentare di avere una vita serena, voglio avere amici, voglio amare ed essere amato: questa è la mia decisione e quindi non sarò certo io a facilitarvi il compito. Decidete voi se volete vivere con me o se invece preferite sopprimermi. Io non vi giudicherò ma forse c’è chi lo farà ed il Suo giudizio sarà inappellabile ».
(MARIUCCIA PINELLI)

C’è da riflettere tutti!

don Domenico Frison


"niente paura"


Cittadella ascolta


24 novembre 2017

Professor Alessandro Albizzati
medico chirurgo, specialista in Neuropsichiatria Infantile
ALESSANDRO ALBIZZATI

Desiderio di morte e desiderio di vita nel mondo giovanile


2 dicembre 2017

Claudio e Paola Reggemi
genitori di Giulio
CLAUDIO PAOLA REGENI

La paura di un'idea


12 gennaio 2018

Dott. Piercamillo Davigo
magistrato, professore della 2ª Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione
PIERCAMILLO DAVIGO

La giustizia che non teme


Martedì 13 febbraio 2018

Professor Stefano Zamagni
economista, professore ordinario di Economia Politica all'Università di Bologna e di Adjunct Professor of International Political Economy alla Johns Hopkins University, Bologna Center.
STEFANO ZAMAGNI

La globalizzazione tra paure ed opportunità


Mercoledì 18 aprile 2018

S.E. Francesco Montenegro
cardinale e arcivescovo di Agrigento, presidente di Caritas Italiana
FRANCESCO MONTENEGRO

La civiltà del coraggio

Orientamenti pastorali 2016 17 1

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.