Ogni giorno arriva nelle nostre case tanta carta stampata: la pubblicità la  buttiamo via; le pubblicazioni non richieste, dopo una sbirciatina, le accantoniamo  con noncuranza; le grandi riviste le sfogliamo con attenzione, cercando  qualcosa di accessibile ed utile; le rivistine locali ne leggiamo i titoli,  andando subito alle foto dell’ultima pagina.
Di solito i bollettini sono pieni di indicazioni, di orari, di funzioni, di piccole  cronache. Spesso siamo insofferenti che ci venga detto quel che già sappiamo  e così preferiamo chiuderci nel nostro piccolo mondo che ci rende incapaci  di allargar i nostri orizzonti, di sentire il bisogno di fare i conti con il  pensiero e l’esperienza altrui. Ci si muove in superficie, senza dar sostanza  al dramma morale vissuto, senza dimensione e profondità.
« Si scrive molto, ma spesso sono parole che ti conducono in giro e ti  ubriacano senza lasciare un segno che sia fatto di cose vere, parole piccole  che possono far pensare. E così la mente si inzeppa di immagini che lasciano  il tempo che trovano, di suoni che tolgono la voglia di gustare un’armonia  di sensazioni che ti lasciano vuoto e annoiato. Pensare, in questi tempi,  costa spesso fatica, ma senza il pensiero lo spirito non regge e l’uomo non  acquista coscienza di sé e del mondo in cui vive: cammina nella nebbia! ».
In certe situazioni veniamo sollecitati a riflettere e a confrontare i nostri  pensieri con quelli degli altri, ma il più delle volte la fatica fatta per pensare  distrugge quel po’ di valore che si era intravisto; per cui se non si mette attenzione,  difficilmente si “pensa”. Per questa ragione è importante scuotere  le menti e sollecitare il cervello in modo che non s’acquieti e si metta completamente  a riposo, così non ci s’accontenta di piccole sensazioni che assomigliano  ai fuochi d’artificio che regalano solo una luce effimera.
L’esistenza umana sta in piedi e diventa vera vita se si pensa o ci si sforza  di pensare. Ci sono tante brave persone che hanno il potenziale di pensare,  ma tutto poi svanisce perché non hanno l’accortezza di scrivere quel  che passa per la mente: i pensieri se ne vanno e la testa rimane vuota. Diventa  un segreto di vita scrivere quel che si pensa, ma usando sempre quel  tatto e quella prudenza che aiuta a riflettere senza però offendere. Forse  può sembrare un ragionamento un po’ complicato, ma non proprio fuori  tempo.
Allora tanti auguri di una buona quaresima di riflessione e conversione. . .
a tutti!    don Domenico Frison   

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