Pensare all’amore di Cristo, Festa del Sacro Cuore, rinnovare la consacrazione al Cuore Immacolato, è occasione per riascoltare questo messaggio di Mons. Lebrun.
« Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo cuore, amami come sei. . .”.
Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all’amore, non amerai mai. Anche se sei debole nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi.
Amami come sei.
In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell’aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami. . . come sei. . . Voglio l’amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.
Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei. . . e desidero che tu faccia lo stesso, io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l’amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l’amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: « Gesù, ti amo ».
Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m’importa: di vederti lavorare con amore.
Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai. . . perché ti ho creato soltanto per l’amore.
Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia.
Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore.
Conto su di te per darmi gioia. . .
Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie.
Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare.
Ma ricordati. . . Amami come sei. . .
Ti ho dato mia madre; fa’ passare tutto dal suo cuore così puro.
Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai. . . Va’. . . ».
Non dimentichiamolo mai: qualcuno ci ama! don Domenico Frison
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