Una riflessione connaturata con il culto dei morti è presente in quasi tutte le religioni in forme spesso assai più sontuose dello stesso Rituale Cristiano.
Del resto anche chi non ha una costante pratica religiosa, mantiene fra i pochi appuntamenti a cui non si può mancare, i morti, i funerali, le visite alle tombe.
Ma i cimiteri sono sempre più intasati, sempre più scomodi: che cosa fare allora? Per il poeta Ugo Foscolo le sepolture dovevano anche tener conto del ruolo che nella vita sociale hanno la memoria, il culto degli spiriti nobili, la forza pedagogica dei modelli da imitare. Conservare visibilmente la memoria dei morti nel cuore della città voleva dire garantire la sopravvivenza di ciò che c’è di più umano in ogni uomo.
Le cose sono però cambiate.
Le nostre città sembrano non avere più spazio – né fisico né mentale – per i morti.
Si può allora accettare la Cremazione? Ci sono sempre meno spazi per i cimiteri; anzi il far scomparire il cadavere nel più breve tempo possibile diventa soluzione imposta. La cremazione si inserisce qui. Per i comuni può essere un metodo molto più economico rispetto alle spese per il mantenimento e la cura dei grandi cimiteri, tanto che a volte viene offerta gratis.
Qual è la posizione della Chiesa Cattolica e l’atteggiamento del fedele credente? La Chiesa si è opposta a lungo e con grande vigore alla cremazione dei cadaveri, perché da certi “liberi pensatori” la si considerava uno sberleffo all’articolo di fede relativo alla “risurrezione dei morti” e quindi ad una verità presente nella tradizione cristiana da sempre e codificata nel Credo. Se la scelta volesse dire che con la morte finisce tutto, verrebbe così negata una delle verità fondamentali.
Al contrario se nella scelta non si cono intenzioni polemiche verso la Chiesa e i suoi Insegnamenti, un cattolico può adottare questa soluzione per ragioni valide.
(Riassunto da “Famiglia Cristiana” 39/96)

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