È sempre più crescente l’attenzione verso Medjugorje, specie in questi tempi. . . Le nostre autorità ecclesiastiche ora s’interrogano sul fenomeno sotto l’aspetto pastorale, pur prescindendo da un giudizio sulla autenticità delle “apparizioni”.

Occorre essere prudenti, equilibrati, fiduciosi camminando sempre con la Chiesa.

Duemila anni fa una donna del popolo, Maria di Nazareth, è passata inosservata. La sua parola, il suo “fiat” davanti all’arcangelo Gabriele come risposta al piano divino di salvezza, non ha avuto grande risonanza in Palestina, tanto meno fuori. La sua umile ubbidienza al messaggio non ha suscitato interesse in quel mondo. Solamente alcuni fortunati prescelti la riconoscono come Madre del Salvatore.

L’intera vita di Maria è avvolta nel silenzio e nel mistero ed è un insegnamento. Il cuore dell’uomo desidera ed è attratto da questa forza irresistibile di Maria che compie la sua missione di Madre attraverso l’intera storia della Chiesa. Le apparizioni della Madonna sono tutte una parola molto forte di una Mamma che risponde alla chiamata dei figli, ma per richiamarli alla vera conversione.

Trent’anni! Le tracce che la Madonna lascia nei cuori di tutti noi pellegrini sono più forti delle tracce che lascia l’ateismo, l’indifferenza, l’edonismo, la cattiveria. Il cuore dell’uomo infatti è alla riceca di pace, di serenità, di aiuto per affrontare il terribile quotidiano, per superare le mille difficoltà della vita e della malattia. . .

Nulla è più interessante che guardare alla Madonna che c’invita ad incontrare Gesù, come lo testimoniano le lunghe file di penitenti che portano il peso della loro vita e dei loro peccati al confessionale, per riconciliarsi con Dio e con i fratelli.

Come è emozionante osservare nella pietraia dell’Erzegovina i piedi nudi, spesso insanguinati dei pellegrini che salgono il monte, pregando, soffrendo e offrendo. . .

È una testimonianza che attraverso i visi illuminati parla d’amore, parla di gioia che dà credibilità agli avvenimenti e autenticità a questo particolare movimento.

Medjugorje non è statistica sui pellegrini e sulle diverse provenienze, non è nemmeno un bilancio sull’ammontare delle offerte, sulla realizzazione delle opere, ma la più nuova biografia della Chiesa di Cristo, scritta nel cuore degli uomini.

 

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