L’immaginario collettivo da sempre dipinge e ricorda questo evento dell’infanzia. . . C’è solo il pericolo di ripetersi, nelle parole, nei gesti, nelle cerimonie, nei messaggi.

Seguiti con amore ogni sabato dalle brave Catechiste Angela Gennaro e Sofia Nai, i ragazzi sono accompagnati con cura dal parroco ogni settimana per diversi mesi. Un dialogo schietto e confidente, un susseguirsi di domande e di tante osservazioni hanno facilitato una preparazione serena e fiduciosa, coinvolgendo anche i genitori.

Memorabile il ritiro spirituale del sabato, quando senza fatica, sono rimasti assorti in religioso silenzio (proprio come una volta!) per preparare preghiere e propositi. Emozionati e gioiosi all’indomani, nella loro Messa, sostenuta dal coro e animata da preghiere e gesti significativi, alla presenza di una comunità raccolta e partecipe.

Toccanti le preghiere: «Grazie Gesù per tutto quello che hai fatto per me, ma anche per quello che fai per il mondo intero. Tu ti sei sacrificato per tutti noi: hai rinunciato alla tua vita per salvare quella degli altri. . . Oggi mi vieni a trovare come un Amico e questo mi riempie di gioia e di commozione. Ti aspetto con tutto il cuore. Grazie! ».

Lunedì sera poi i Ragazzi hanno voluto restituire la Visita a Gesù, ricevendolo nella Seconda Comunione dopo un incontro particolare fatto nel pomeriggio dove sono fiorite confidenze, emozioni, esperienze trasformate presto in preghiere personali, mentre il pensiero andava anche alle persone che hanno preparato questo incontro.

« Grazie per il regalo che hai fatto a noi, alle nostre famiglie, alla nostra comunità.

Non permettere, Signore, che viviamo felici da soli; rendici capaci di vivere insieme, di saper condividere, di saperci scomodare per gli altri. Dacci il coraggio di amare nelle piccole occasioni quotidiane.

Nelle cose da poco, perché forse le grandi non verranno mai! Insegnaci ad amare tutti e non solamente quelli che ci sono simpatici. Almeno qualche volta rendi il bisogno degli altri più pungente del nostro bisogno. Facci conoscere la gioia di vedere contento chi ci è vicino, perché gli abbiamo ceduto il posto più comodo, la parte più ambita, il riconoscimento più vero e desiderato ».

Quando poi, raccolti attorno all’altare, preparato come grande tavola di famiglia, si è ricordato quelli che sono andati avanti e ci seguono ora dalla Casa del cielo, qualcuno dei piccoli nel silenzio ha sussurrato con la voce visibilmente commossa: « Caro nonno, è un bel po’ che manchi. Tu eri buono e generoso. Ricordo ancora quando mi prendevi in braccio e mi facevi sorridere ed io ero felice. Ma un giorno ti sei ammalato e quella grave malattia ti ha paralizzato, facendoti perdere la tua libertà e tutte le forze. Io ero triste.

Poi un giorno sei partito.

Gesù è venuto a prenderti, ti ha chiamato per stare sempre con lui. . . Tu ci manchi tanto! Ieri ti cercavo, sapendo che tu mi stavi guardando dall’alto e mi seguivi con il tuo grande cuore. Ora che sei nella luce di Cristo accompagnami, tenendomi ancora per mano ».

Dopo aver spezzato la grande particola ed aver ricevuto il pane e il vino, raccolti in preghiera ognuno ha ricordato i suoi cari vicini con affetto o vivi in Dio con fede.

Al termine la preghiera di Consacrazione alla Mamma di Gesù e Mamma nostra.

A ricordo dell’evento resta un grande ostensorio, semplice, ma molto significativo.

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