Sabato 10 Giugno 2017 durante la S.Messa delle ore 18,30, in Duomo a Cittadella, presieduta dal Vescovo di Padova Mons. Claudio Cipolla, due aspiranti sono stati ammessi tra i Candidati al Sacramento dell’Ordine, nel grado del Diaconato, nella forma permanente: Berton Giorgio, della parrocchia di S. Maria di Cittadella e Pietro Ventura, della Parrocchia del Duomo di Cittadella.
Durante l’Omelia, il Vescovo ha spiegato bene che si tratta di coltivare un germoglio di vocazione particolare che il Signore sembra aver seminato in noi.

Ho scritto “sembra”, visto che ora inizia per me e Pietro un cammino di verifica e formazione specifica, di almeno tre anni, prima di ricevere, a Dio piacendo, il Sacramento dell’Ordine nel grado del Diaconato permanente.
Personalmente sono rimasto colpito, in modo particolare, dalle ultime parole del Vescovo alla fine del Rito di Ammissione: “La Chiesa accoglie con gioia il vostro proposito. Dio porti a compimento l’opera che ha iniziato in voi”.
Già perché “Senza di Lui non possiamo fare nulla”. Da sempre Dio ci ha amato e ci ama per primo, cioè prima di noi, ed indipendentemente dalla nostra risposta, positiva o negativa, al suo amore per noi tutti. Le Congregazioni per l’Educazione Cattolica e per il Clero, nella nota introduttiva alle Norme fondamentali per la Formazione e il Direttorio per il Ministero e la vita dei Diaconi Permanenti, così affermano: “Il Diaconato permanente, ripristinato dal Concilio Vaticano II in armonica continuità con l’antica Tradizione e con i voti specifici del Concilio Ecumenico di Trento, in questi ultimi decenni ha conosciuto, in numerosi luoghi, forte impulso e ha prodotto frutti promettenti, a tutto vantaggio dell’urgente opera missionaria di nuova evangelizzazione”.
I gradi del sacramento dell’Ordine sono tre: episcopale cioè i vescovi, successori degli apostoli; presbiterale, cioè i sacerdoti, che incarnano Cristo capo, e diaconale, appunto i diaconi che incarnano Cristo servo. Infatti il termine diacono deriva dal greco diakonía che significa ministero/ ministro o servizio/servo.
Sempre dall’introduzione alle Norme fondamentali di cui sopra: «Cristo Signore, per pascere e sempre più accrescere il Popolo di Dio, ha stabilito nella sua Chiesa vari ministeri, che tendono al bene di tutto il Corpo. I ministri, infatti, che sono rivestiti di sacra potestà, servono i loro fratelli, perché tutti coloro che appartengono al Popolo di Dio, e perciò, hanno una vera dignità cristiana, tendano liberamente e ordinatamente allo stesso fine e arrivino alla salvezza».
E ancora: «La natura sacramentale del miConfermazione presieduta da don Alberto Albertin il 4 giugno 2017. nistero ecclesiale fa sì che ad esso sia in trinsecamente legato il carattere di servizio.
I ministri, infatti, in quanto dipendono interamente da Cristo, il quale conferisce missione e autorità, sono veramente “servi di Cristo” (cf Rm 1, 11), ad immagine di lui che ha assunto liberamente per noi “la condizione di servo” (Fil 2,7)».
Responsabili della formazione degli aspiranti e candidati diaconi, sono: la Chiesa e il Vescovo, i professori e le comunità, sia quella diaconale che quella cristiana.
Inoltre, la Congregazione del Clero nel Direttorio per il ministero e la vita dei diaconi permanenti, così recita: «Il diaconato ha la sua sorgente nella consacrazione e nella missione di Cristo, delle quali il diacono viene chiamato a partecipare.
Mediante l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria egli viene costituito ministro sacro, membro della gerarchia.
Questa condizione determina il suo stato teologico e giuridico nella Chiesa».
Sempre la Congregazione del Clero nel Direttorio per il ministero e la vita dei diaconi permanenti, in merito alle funzioni diaconali, scrive: «Il ministero del diacono è sintetizzato dal Concilio Vaticano II con la triade «diaconía della liturgia, della parola e della carità».
In questo modo si esprime la partecipazione diaconale all’unico e triplice munus di Cristo nel ministero ordinato. Il diacono «è maestro, in quanto proclama e illustra la Parola di Dio; è santificatore, in quanto amministra il sacramento del Battesimo, dell’Eucaristia e i Sacramentali, partecipa alla celebrazione della S. Messa, in veste di “ministro del Sangue”, conserva e distribuisce l’Eucarestia; è guida, in quanto è animatore di comunità o settori della vita ecclesiale».
I Diaconi dipendono direttamente dal Vescovo e sempre il Vescovo dà loro mandato per iscritto. L’ambito diocesano offre numerose opportunità per il fruttuoso ministero dei diaconi. Ancora dal Direttorio per il ministero e la vita dei diaconi permanenti, della Congregazione del clero: «Parimenti, i diaconi possono essere destinati alla guida, in nome del parroco o del Vescovo, delle comunità cristiane disperse. «È una funzione missionaria da svolgere nei territori, negli ambienti, negli strati sociali, nei gruppi, dove manchi o non sia facilmente reperibile il presbitero.
Specialmente nei luoghi dove nessun sacerdote sia disponibile per celebrare l’Eucaristia, il diacono riunisce e dirige la comunità in una celebrazione della Parola con distribuzione delle sacre Specie, debitamente conservate.
È una funzione di supplenza che il diacono svolge per mandato ecclesiale quando si tratta di rimediare alla scarsità di sacerdoti ».
Allora con umiltà confidiamo nell’intercessione di Maria Santissima e nell’aiuto misericordioso di Dio: per tutti noi, per le nostre famiglie e le nostre comunità Cristiane con i loro pastori.


Giorgio Berton

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