L’uscita del 14/4/2008 con i nostri Cresimati a Padova e dintorni è stata molto intensa.
Voluta e programmata con i Ragazzi, desiderosi di vedere dal vivo persone impegnate nel servizio della carità e nell’esercizio della preghiera è riuscita così perfettamente. Puntuali all’appuntamento, in un giorno di vacanza, siamo partiti subito per Sarmeola, dove all’Opera Provvidenza Sant’Antonio una giovane suora elisabettina ci aspettava.
Una spiegazione storica documentata, una presentazione efficace e appassionata, come: « Guardate i nostri ospiti come sono sereni e pur con i loro problemi come sono felici. Noi spesso consideriamo una persona per il suo aspetto fisico, per la sua intelligenza, per i suoi sentimenti, per la sua anima, ma ci fermiamo spesso solo al corpo, alla mente, trascurando il cuore e l’anima. Ebbene dove il Buon Dio sembra non aver dato tanto, dona però in abbondanza in capacità di amare, nella semplicità di dialogare con Lui. Noi ci consideriamo normali, belli, intelligenti, ma spesso siamo freddi ed indifferenti », Suor Paola parlava incantando i Ragazzi che chiedevano spiegazioni giungendo poi a chiederle: « Come mai ti sei fatta suora e sei venuta in questa difficile situazione? ». Pronta la risposta: «Mi ha condotta Lui! Volevo fare qualcosa d’importante nella vita, frequentavo l’università in Psicologia, ero al centro d’interessi, circondata da amici.
. . Poi un segnale, una brutta esperienza, un cambiamento radicale: sono qui ora felice ». Una foto di gruppo davanti al grande mosaico, con figure senza volto, con i Cresimati pronti a dare ognuno il proprio volto per testimoniare la gioia e l’amore di Cristo.

Una salita poi al Monastero di San Daniele e ci accoglie con uno splendido sorriso una monaca benedettina che ci guida a visitare le sale dove è illustrata la loro storia e le foto che mostrano le varie attività delle venti monache, dedite alla contemplazione. Sereno ed affascinante il discorso, calorosa e discreta l’accoglienza per la pausa del pranzo al sacco.
Ancora una volta la domanda: « Perché è venuta a vivere qua dentro? ». « Sono arrivata solo a cinquant’anni.
Facevo l’impiegata, avevo la mia vita libera ed indipendente.
Molte conoscenze, molti sports, sono stata vice-campionessa italiana di judo; ma non mi sentivo realizzata. Non pensavo certo di finire qua, dietro a una grata. Ora però sono felice, come si può essere qui in terra. Sento proprio che Lui mi vuol bene, porto nel cuore tante persone che ho conosciuto e nel mio dialogo con Dio parlo di quanti hanno oggi bisogno di preghiere, e sono molti.
A Lui parlerò anche di voi. . . Un grazie, un abbraccio discreto ed affettuoso, un piccolo dono, poi tutti in pulmino e giù verso la città. . .

. . .in riviera San Benedetto al Monastero della Visitazione di Maria. L’ambiente austero, gli antichi saloni, i lunghi corridoi, i chiostri silenziosi ed il canto delle Monache nella preghiera delle ore: tutto contribuisce a creare il giusto clima per l’incontro in parlatorio, con la solita grata con due monache meravigliose e sorridenti. Il colloquio diventa subito confidenziale: Don Domenico ritrova una sua paesana che non vede Enego da ben 54 anni e pensa ancora a quei monti, con tanti vecchi ricordi. « La nostra vita è semplice, ordinata, abbiamo tempo per riflettere su quello che giova i più in questa vita, di elevare la nostra lode a Dio, di presentare anche le tante necessità delle persone, specie per ci sta portando croci pesanti. Non siamo in tante, ma se Dio vuole che questa opera continui, non mancherà di mandarci altre anime generose ». Uno scambio di doni, una preghiera insieme, un saluto cordiale, un sincero arrivederci.

Una visita a Padre Leopoldo, con la foto, una preghiera davanti alla nuova tomba di Sant’Antonio, il solito ricordino e poi via veloci verso casa a raccontare tutti felici
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