Fiori … un anno dopo

Era domenica 9 settembre 2007, quando sul Grappa avveniva quel tragico incidente dove hanno perso la vita Gianni Tombolato e Maria Antonello insieme ai coniugi Lago. Proprio quel giorno, lassù, ma poco più sotto, gli alpini di Cittadella, facevano la loro tradizionale “festa in malga” con la Messa al campo. Quest’anno, in una giornata fredda e piovosa, qualcuno è salito a portare i fiori deposti prima sull’altare della celebrazione. Era un desiderio espress il giorno del funerale, era un appuntamento dovuto. Quattro rose rosse, a ricordo dei caduti, fiori freschi, due cappelli d’alpino deposti là dove non c’era una croce, ma si scorgono le tante croci della vita. . .

 

Corale un Mese

Il giorno dell’addio a Claudio Gennaro, in agosto, non c’era il coro; un po’ per certe assenze, un po’ per rispetto; era poi stata celebrata l’annuale memoria di S.
Rocco, ma rinviata la tradizionale festa della contrada. Restava il desiderio di ricordarlo in modo degno e solenne, scegliendo la sera del trigesimo da celebrare in Chiesa, presente una meravigliosa corale. Una cerimonia toccante, una esecuzione magistrale, un’emozione continua. La potenza delle voci, curate e ben dirette dal maestro Simonetto, lo stile e la profonda religiosità hanno reso questa celebrazione a ricordo di Claudio indimenticabile. Occhi lucidi, scroscianti applausi e poi tutti insieme a S. Rocco.
Riapre la Suola

Per i grossi centri può passare quasi inosservato il ritorno dei bambini a scuola, per S. Maria è una festa, febbrile andirivieni di auto, pullular di grembiuli, breve sfilata di adulti e bambini nella grande piazza, così che dall’interno della chiesa sembra che la Mamma di tutti vegli sui piccoli ed accompagni chi corre al lavoro o ritorna alle faccende domestiche.
Molti guardano alla porta aperta della “casa del Signore”, qualcuno fa una scappatina per dire una preghiera, accendere un lume o portare un fiore. Così con la scuola la nostra piazza da distesa d’asfalto, diventa un giardino.

Festa di contrada

Gli abitanti della via Case Bianche, la più lunga della parrocchia, da ormai sette anni desiderano incontrarsi una serata insieme.
Una volta, forse, era il semplice rinfresco dopo la Messa al capitello della Madonna del Carmine, poi è nata l’idea della cena di contrada con tanto d’invito e di programma. All’inizio veniva fatta in una corte all’aperto, con l’incertezza del tempo: quest’anno si è deciso di farla nel salone del Patronato, ben disponibile. Molti i partecipanti, famiglie nuove con i bambini. Una bella occasione per incontrarsi.
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