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24 novembre 2017

Prof. Alessandro Albizzati Alessandro Albizzati nasce a Milano, il 15 febbraio 1958. Medico-Chirurgo è Specialista in Neuropsichiatria Infantile. È Responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’ASST Santi Paolo e Carlo. È Responsabile dell’Unità di Psicopatologia dell’Età Evolutiva e dell’Adolescenza. È Responsabile del Centro diagnosi, cura e riabilitazione disturbi alimentari 0-18.

È Responsabile del Servizio Accompagnamento Genitorialità in Adolescenza (S.A.G.A) È Responsabile progetto Self Injuring Behaviour (SIB).

Insegna e ha insegnato Neuropsichiatria infantile, Adolescentologia, Psichiatria preadolescente in qualità di docente a contratto presso l’Università degli Studi di Milano Scuola di Specialità in Neuropsichiatria infantile e Corso di Laurea in Tecniche ortopediche e presso l’Università di Milano Bicocca Facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche.

Le sue attività di formazione e ricerca riguardano e hanno riguardato ambiti quali: AIDS pediatrico, disturbi comportamento alimentare in età evolutiva e del self injuring behaviour in età adolescenziale, dipendenze in area giovanile, prevenzione, diagnosi e terapia zero-tothree su cui ha pubblicato vari articoli e partecipato a numerosi convegni.

È Membro dei seguenti Gruppi di Approfondimento Tecnico della Regione Lombardia: Trattamento delle acuzie psichiatriche rischio autolesivo e suicidario dei detenuti (gruppo minori), Disturbi del comportamento alimentare DCA. Membro del Consiglio Direttivo Fondazione Arché Onlus che si occupa di mamme e bambini con disagio psichico e sociale. Socio fondatore dell’Associazione Koala Onlus per l’autismo e per i disturbi dello sviluppo. È stato membro del Direttivo Regionale della Società di Neuropsichiatria Infantile Lombardia e segretario fino al 2011.

NELLA SOCIETÀ ORIENTATA ALLA PERFORMANCE QUALI RICADUTE SULLA PSICHE?

(In “SERVIRE” n. 3 – 2016) …non di rado si riscontra che all’interno della collettività, i valori che regolano la vita dei bambini non derivano da bisogni autentici, ma originano da aspettative genitoriali, culturali, che ostacolano il processo di crescita personale. Le valutazioni altrui assumono un grande potere. Il modo in cui gli altri vedono e giudicano ognuno di noi, spesso condiziona la percezione ed il giudizio che si ha su se stessi.

A oggi, molti tratti di disagio psicologico sono ascrivibili a una valutazione negativa del concetto di sé…in adolescenza, l’identità appena abbozzata si gioca nel divario tra il non sapere chi si è e la paura di non riuscire ad essere ciò che si sogna….allo sviluppo di un’immagine positiva di sé concorrono molteplici dimensioni quali il vissuto corporeo, la vita familiare, le relazioni interpersonali ed il successo scolastico. Infine, a completamento del quadro, il concetto di resilienza, funzione psichica che consente alle persone di riuscire ad affrontare eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà…all’interno di una società caratterizzata dall’perefficienza e dalla performance, in cui il successo, il rendimento e la competizione sono valori, l’individuo ha difficoltà a sentirsi sufficientemente se stesso e attivo, in quanto troppo indeciso, inibito e ansioso rispetto agli standard di efficienza richiesti per un riconoscimento di identità e significanza esistenziale….la sollecitazione costante a essere sempre il più bravo, il primo della classe, il campione sportivo e comunque a eccellere nella sfida competitiva rischia di mettere al centro della crescita il raggiungimento di un prevalere senza anima….Eppure tutti noi sappiamo che diventare grandi non significa essere i migliori, ma migliorarsi.

Far emergere le potenzialità innate piuttosto che riempire di contenuti precostituiti, permette una realizzazione di sé in piena libertà…la sconfitta ha un valore psicologico anche più importante dell’eterno successo nella crescita e nella vita: è la dimensione che ti mette in relazione con gli altri; amplifica la tua capacità di resilienza; segna il limite; porta con sé una rielaborazione della propria personalità, dei propri obiettivi; aiuta a ri-valorizzare il mondo che ti circonda…l’Autostima è un sistema complesso che si crea costantemente nella relazione con l’Altro e non esclusivamente riguardo all’ottenimento di risultati che si compiono quotidianamente….


"niente paura"


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