20 gennaio 2017

UN RAGAZZO 2000 ANNI FA HA DETTO: AMA IL PROSSIMO TUO E’ POSSIBILE

Dott. Giuseppe (Pupi) Avati
 

Pupi Avati Giuseppe Avati, in arte Pupi, è nato a Bologna il 3 novembre 1938 ed è regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore. Inizialmente ha sviluppato una carriera nel jazz: dal 1959 al 1962 ha fatto parte della Doctor Dixie Jazz Band come clarinettista, ma ha rinunciato dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla.
Nel 1970 ha ottenuto da un misterioso imprenditore i finanziamenti per girare due film: Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati, due film "orgogliosamente provinciali".


Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l'ultima fatica di Pier Paolo Pasolini, ha diretto il suo terzo lungometraggio, dal titolo La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, seguito da La casa dalle finestre che ridono, un giallo-horror che con gli anni è divenuto un film di culto per gli appassionati. Nel 1978 il nome di Pupi Avati è divenuto noto al grande pubblico in seguito alla messa in onda sulla RAI dello sceneggiato Jazz Band, seguito da Cinema!!!
Altri capolavori noti al pubblico sono Quando arrivano le ragazze? (2004) e La seconda notte di nozze (2005). Nel 2011 ha presentato in concorso alla Festa del cinema di Roma il film Il cuore grande delle ragazze, con la partecipazione di Micaela Ramazzotti e del cantante Cesare Cremonini. Nel 2013 ha diretto la sua nuova fiction con Christian De Sica da titolo Un matrimonio, in onda su RaiUno.
Presiede la Fondazione Federico Fellini, nata nel 1995 in memoria del grande regista riminese, che aveva esercitato grande influenza sullo stesso Avati e che gli era divenuto amico negli ultimi anni di vita. Nel settembre 2014 ha vinto il premio come miglior sceneggiatura dell'anno per il film con Sharon Stone e Riccardo Scamarcio Un ragazzo d'oro al Montreal World Film Festival in Canada. Avati continua

INTERVISTA A PUPI AVATI. AVVENIRE.IT 8 giugno 2015
“Porto il Vangelo in tv, trasportato ai giorni nostri, perché oggi tornare alla grande lezione evangelica è tutt’altro che inutile, anche per i non credenti... »
Avati, ma quale potrebbe essere un miracolo “moderno”?«Abbiamo trasposto l’episodio evangelico nel contesto attuale in Calabria, fra i raccoglitori di agrumi subsahariani che arrivano da quell’altrove così tanto temuto e deprecato per lavorare e vivere in condizioni mortificanti. Il miracolo è il matrimonio fra un ragazzo del Ciad e una ragazza italiana. ... Il miracolo, appunto, è che che si sposano due culture così lontane e che i giorni che stanno vivendo rendono sempre più diffidenti fra loro».
Il Vangelo, quindi, resta sempre attuale, in un momento in cui il cristianesimo è sotto attacco?«Quello che dice il Vangelo andrebbe recuperato e riassunto come modello ispiratore nei comportamenti sociali, di tutti, credenti e non. Amare il prossimo tuo come te stesso, considerare gli ultimi come primi non richiede la fede in un Dio che sta al di là delle nuvole. Oggi siamo arrivati agli antipodi, si vive all’opposto della lezione evangelica, l’unico metro di giudizio è quello economico. Mi spiace dirlo, ma avviene in tante famiglie, nella scuola, nella stessa tv dove trionfa la quantità rispetto alla qualità».
Sono i temi dell’accoglienza che lei ha già affrontato in tv, come nella Lampedusa de Il sole negli occhi.«Certo, la cronaca mi fornisce gli spunti. Quel film, come pure questo, parla di accoglienza contro la “cultura dello scarto” come la definisce papa Francesco. Questi esseri umani li fotografiamo nel momento in cui vengono costretti a condizioni penalizzanti, ma nelle mie storie riassumono una identità, sono individui, non una massa».
Qual è il rapporto personale di Pupi Avati con il Vangelo?«Da una parte è il Vangelo stesso che, aprendolo anche a caso, ti suggerisce degli intrecci fortissimi, delle storie potenti: è di una attualità meravigliosa. In quanto credente il mio rapporto con la Scrittura è importante, ma lo dovrebbe essere per tutti. Un mio amico, uno straordinario intellettuale laico molto noto, tutte le sere legge il Vangelo: anche a livello sociale è una fonte di ispirazione per migliorare la vita».

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.