Chi è Dio ? Chi è l’uomo? Chi sono io ?

II Puntata
Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra … [Isaia]
Proviamo rispondere a queste domande.
Chi è Dio? Cosa posso conoscere di Dio ?
Di Dio conosciamo un nome: DIO.
Cosa significa questa parola?
Come ci immaginiamo Dio?

I greci hanno usato questo nome: Zeus – Dios che tradotto nella nostra lingua significa semplicemente luce.
Perché hanno usato questa parola? Forse perché indica qualcosa di bello, di impalpabile, di vivo, di piacevole? Forse perché la luce rende vive le cose, rende visibili i colori? Perché è ovunque, quando c’è e quando scompare non sappiamo dove sia? Forse perché dove c’è luce c’è vita?

Comunque sia, il nome non ci aiuta a conoscere l’essenza di Dio.
In realtà Dio non è raggiungibile dall’uomo. Tutte le immagini che usiamo per conoscere Dio sono solo fantasie, frutto della nostra mente che è abituata ad associare ogni parola ad una “fantasia”!

Se vogliamo avvicinarci a Dio, dobbiamo farlo con un altro metodo: il metodo della ragione, della razionalità.

Allora la domanda non è più: chi è Dio? Ma la domanda è: chi può essere l’origine, la causa fonte dell’esistenza di tutto ciò che ci circonda? L’immensità del creato, la varietà degli elementi, le meraviglia di un fiore, la vita degli animali, sono tutte realtà che ci riempiono di stupore, che però le sentiamo come parallele alla nostra esistenza. Come non sappiamo da dove parte il nostro essere vivi, così non sappiamo da dove arrivano tutte le cose che ci circondano, perfino la terra che sta sotto i nostri piedi: terra che non è un tappeto, ma una robusta piattaforma.

In fondo quando noi vediamo una cosa bella: una statua, un edificio, un utensile speciale, un oggetto curioso o utile la domanda che affiora è: chi l’ha fatto? Noi andiamo subito alla radice del problema: se esiste qualcosa che non ho fatto io, ci viene subito la curiosità di sapere: chi l’ha fatto se non l’ho fatto io?

Questo modo di ragionare si chiama: ragionare per causa ed effetto. Se c’è qualcosa, qualcuno l’ha fatta. Questo metodo l’applichiamo spontaneamente in ogni circostanza.
Possiamo applicare questo metodo anche per conoscere Dio? Le tradizioni culturali del pensiero umano ci dicono che l’uomo ha attribuito ad un essere supremo, infinitamente forte, perché grande è ciò che ha fatto, sapiente perché c’è il segno di un progetto intelligenze, efficace, piacevole, utile, ecc. , perfetto, perché riunisce tutto ciò che costituisce il meglio. Ma la parola perfetto, cosa significa? Se una cosa è perfetta, è la sintesi di tutto, la completezza di tutto, la pienezza di tutto.
Allora un essere vivente per essere riconosciuto come perfetto deve essere vivo da sempre. non può avere origine, né può temere un finire.
Che ci parla in questo modo è una branchia del sapere che si chiama filosofia. Ora questo settore del sapere è dimenticato, o meglio soppiantato da un’altra branchia del sapere che diciamo Scienza. Ma la scienza descrive l’esistente, la filosofia invece interpella l’esistente e gli chiede l’origine, la fonte del suo esistere, la fonte del suo eventuale dinamismo, del suo consapevole o inconsapevole evolversi. Seguendo questo principio della causalità noi interroghiamo l’esistente e con la nostra razionalità siamo arrivati anche a comprendere che c’è una terna di parole che identificano tre concetti che si fondono in un unico concetto. Bisogna citare il concetto nella lingua che in modo conciso e plastico li esprime: il Latino. Ens verum et bonum convertuntur. Si può tradurlo così: “l’esistente per essenza, primordiale non può che essere il termine di confronto:
a) con ciò che è vero, cioè reale, perfettamente uguale a se stesso e inconfondibile,
b) con ciò che è buono, senza difetti, senza devianze, senza contraddizioni.
La filosofia non ha la forza per dare un nome a questa realtà, perché per il filosofo, quindi per la nostra capacità, non è che un frutto dell’intelligenza.
Se così fosse si esigerebbe una risposta logica, razionale, comprensibile, accettabile: capace in dare quiete alla nostra ansia di sapere: chi sono? ...
Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra … [Isaia]

II Puntata, … Continua!

Corso pre Fidanzati 2014-15

 

Corso Fidanzati Cittadella 2015

Orientamenti Pastorali 2014-2015

ORIENTAMENTI PASTORALI 2014-2015

Il paese nella crisi

venerdì 23 gennaio 2015
ore 20:45

Elsa Fornero

PROF.SSA ELSA FORNERO, già Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, con delega alle Pari Opportunità. Professore Ordinario di Economia Politica presso l'Università di Torino.

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Il Vangelo del lavoro

martedì 10 febbraio 2015
ore 20:45

vescovo mattiazzo

MONS. ANTONIO MATTIAZZO, vescovo di Padova

Nato il 20.04.1940 a Rottanova di Cavarzere è entrato nel 1951 nel Seminario di Padova. Viene ordinato presbitero il 5 luglio 1964. Nel 1971 è Segretario della Delegazione apostolica di Washington. Il 16/11/85 è eletto Arcivescovo titolare di Viruno e Nunzio Apostolico in Costa d'avorio, Pro-Nunzio apostolico in Burkina Faso e Niger. Il 14 dicembre dello stesso anno viene ordinato vescovo dal Cardinale Agostino Casaroli nella Cattedrale di Padova. Il 5/7/89 è eletto alla sede di Padova.